La stagione delle mission

L’escalation di investimenti digitali da parte delle imprese è uno dei fattori che sta accelerando la ripresa del nostro sistema industriale. «Le riforme hanno funzionato, ora passiamo alla seconda fase» esorta Vincenzo Boccia.

di Giacomo Govoni

Giù le mani dai buoni provvedimenti che hanno inciso positivamente sull’economia reale e avanti con la seconda stagione, che conduca una volta per tutte il Paese fuori dalle secche. Rilanciato in tutti i vertici dell’ultimo scorcio di 2017, è questo l’appello degli industriali italiani per il nuovo anno che, stando alla fotografia scattata dal Centro studi di Confindustria, è partito sotto la buona stella inducendo gli analisti ad alzare la previsione del Pil dall’1,3 di settembre all’1,5 di dicembre. Investimenti privati in risalita del 30 per cento, export in crescita dell’8 per cento e il recupero di quasi un milione di posti di lavoro i fattori principali che l’anno scorso hanno determinato una prima inversione di marcia, specialmente «grazie a provvedimenti come il Jobs Act e Industria 4.0, che hanno dimostrato di funzionare» osserva il numero uno degli industriali Vincenzo Boccia.

Vincenzo Boccia

Vincenzo Boccia


DA INDUSTRIA A IMPRESA 4.0, ITALIA IN SCIA DELLA GERMANIA
Il secondo piano, in particolare, sta facilitando il nostro sistema industriale nello sviluppo di percorsi di trasformazione digitale comparabili a quelli delle locomotive europee come la Germania, con la quale a novembre è stata siglata un’alleanza nell’ambito del primo Forum italo-tedesco “Investing in italian innovation: digital solutions and the challenge of Industry 4.0”. Un appuntamento di rilievo tra le due principali manifatture del Vecchio Continente, accomunate dalla volontà di passare da Industria 4.0 a Impresa 4.0 superando i confini dell’automazione per integrare altri settori come foodtech, design, finanza, elettromobilità e così via. «Le politiche di trasformazione digitale – spiega il leader degli industriali – sono da tempo al centro del partenariato strategico che lega Confindustria alla nostra collega tedesca Bundesverband der Deutschen Industrie (Bdi). Insieme abbiamo attivato tre gruppi di lavoro bilaterali in materia di Industria 4.0: competenze digitali e imprenditorialità, cooperazione interregionale e futuro della politica di coesione. Sullo sfondo però, serve che l’Europa si mostri unita nel suo impegno a favore di una crescita sostenibile con al centro un’industria moderna e innovativa, in grado di affrontare le sfide globali e i grandi competitor internazionali». Anche perché per una parte dell’industria che va molto bene, ci sono ancora molte imprese, la maggior parte, in mezzo al guado. «È nostro dovere – afferma il presidente Boccia – riuscire a traghettarle sulla sponda sicura». Come? Innanzitutto non smontando le riforme, senza cadere nella tentazione di modificarle, perché c’è ancora molta produttività da recuperare. Secondo poi, «passando dalla politica dei fattori – sottolinea il leader di Viale dell’Astronomia – alla stagione delle mission, che presenteremo ai partiti in vista delle elezioni».

L’AGENDA DEGLI INDUSTRIALI PER IL GOVERNO CHE VERRÀ
Incremento del tasso di occupazione, crescita stabile e duratura e contenimento del debito pubblico le tre mission fondamentali fissate da Confindustria, che tuttavia si riserva di indicarne i dettagli operativi nelle prossime Assise generali dell’industria che si terranno il prossimo 16 febbraio a Verona. In quella sede, Viale dell’Astronomia snocciolerà di fatto la sua lista delle priorità, sottoponendola alle forze politiche in lizza per aggiudicarsi lo scranno più alto di Palazzo Chigi. «Le Assise di Verona – annuncia Vincenzo Boccia – saranno un grande momento di mobilitazione del sistema industriale da cui deriverà un’agenda economica di medio termine che metteremo a disposizione dei segretari di partito e di chi si candiderà alla guida del Paese. Insisteremo perché vengano messi al centro la questione industriale, il rilancio degli investimenti pubblici e l’avvio di una nuova fase di semplificazione». In attesa del vertice clou di metà febbraio, Confindustria in queste settimane sta portando avanti un ciclo di dieci incontri denominati “pre-assise” ospitati presso le sedi delle maggiori territoriali italiane. Un passaggio preliminare per consentire alle imprese di sottolineare le criticità principali che le riguardano da vicino e di mettere sul tavolo possibili soluzioni che contribuiranno a definire la piattaforma nazionale. «Malgrado i punti deboli che il nostro Paese ancora sconta – conclude Boccia – come ad esempio l’eccessiva burocrazia, la lentezza della giustizia o l’elevato costo dell’energia, l’Italia resta saldamente sul podio delle manifatture europee. Se solo fossimo capaci di ridurre o eliminare alcune di queste criticità potremmo certamente contendere il primato agli amici tedeschi. Come ripetiamo spesso, non dobbiamo guardare a quello che siamo, ma a quello che potremmo diventare».