La pelletteria riparte

Sarà un’edizione speciale quella di Mipel, con il debutto del nuovo progetto phygital Mipel Lab, nato per favorire l’incontro tra domanda e offerta di produzione di pelletteria.

di Giacomo Govoni

La 120esima edizione di Mipel celebrerà un anniversario importante: i primi 60 anni del più importante evento internazionale dedicato alla pelletteria e all’accessorio moda che, dopo l’appuntamento di marzo esclusivamente digitale, torna a essere in presenza, a Milano dal 19 al 21 settembre. «La 120esima edizione sarà bella, colorata e divertente», preannuncia Franco Gabbrielli, presidente di Assopellettieri, che organizza la fiera. «Si intitolerà Mipel Play e cercheremo di coinvolgere anche il mondo dello sport per dare continuità a questo momento importante che sta vivendo il nostro Paese sul fronte dei risultati sportivi, dimostrando come gli italiani in un momento difficile come quello attuale sappiano reagire in maniera più forte degli altri». L’allestimento, racconta Gabbrielli, riprodurrà una pista virtuale per la corsa, campi da tennis e da basket. «Vogliamo restituire una visione positiva del settore, che si dimostra vivo e ottimista, nonostante le difficoltà».

Franco Gabbrielli

Franco Gabbrielli


Può anticipare qualche numero della manifestazione e cosa dobbiamo attenderci?
«Saranno a disposizione 2500 mq per circa 80 espositori. I numeri sono simili a quelli registrati per l’edizione di settembre 2020. Sarà un’esposizione concentrata; mancando i buyer di alcuni mercati chiave – Cina, Giappone, Corea – gli espositori punteranno alla visibilità ma senza eccessi. Del resto, si tratta di una rinascita graduale che speriamo si rafforzi con la campagna vaccinale, garantendo un veloce ritorno ai valori pre-Covid».

Come questo evento può contribuire alla ripartenza della pelletteria?
«Il settore sta ancora uscendo dal tunnel innescato dalla pandemia. Come detto, a Mipel mancheranno compratori da alcuni paesi esteri, ma organizzare la fiera in presenza dopo un’edizione completamente digitale significa dare un segnale importante di ripartenza a un comparto che mostra oggi due facce. Le aziende a marchio proprio, soprattutto quelle di piccole dimensioni, stanno infatti attraversando ancora un periodo piuttosto critico, in cui faticano ad affrontare il mercato e a superare la crisi Covid. Le imprese che, invece, producono per i grandi brand stanno avendo numeri anche superiori al pre-Covid. Rivolgendosi Mipel alla prima categoria, mi auguro possa accompagnare una veloce ripresa di queste realtà più colpite».

Assopellettieri ha intrapreso una forte azione di digitalizzazione per Mipel. Si conferma il format “Mipel The Digital Show” in cui già dal 9 settembre si potranno scoprire le collezioni Primavera – Estate 2022 dei brand presenti.
«Molti sono gli investimenti compiuti in operazioni di digitalizzazione da parte di Assopellettieri. Dalla piattaforma b2c “Baemi.it”, dove le aziende si propongono al consumatore finale, raccontando all’interno del portale la propria storia e le proprie peculiarità, a MissMipel.it con la prima borsa a marchio Mipel. C’è poi naturalmente la piattaforma per la digitalizzazione della fiera Mipel, processo di cui non si può più fare a meno che rappresenta una fondamentale integrazione dell’esperienza fieristica».

Già presentata a Pitti debutterà Mipel Lab, che identifica una vetrina on line ma anche in presenza per il sourcing della pelletteria italiana di qualità. Come funzionerà nello specifico questo progetto?
«Mipel Lab è innanzitutto un format fieristico pronto a debuttare a settembre in collaborazione con Lineapelle, che si svolge in contemporanea a Mipel a Milano. Ma è anche una innovativa e rivoluzionaria piattaforma b2b sviluppata da DS Group ed EY che metterà in contatto i migliori produttori italiani di pelletteria e i brand del lusso nazionali e internazionali. È una rivoluzione perché si tratta di un progetto pensato ad hoc per quelle aziende che, sempre più numerose, stanno sviluppando il canale della produzione in conto terzi per i grandi brand. La piattaforma vuole essere un match up tra le migliori aziende di produzione italiane e i brand stranieri che vogliono produrre in Italia e non l’hanno ancora fatto, ma cercano aziende certificate in grado di assicurare l’eccellenza. Con Mipel Lab ci poniamo l’obiettivo di portare un contributo concreto alla pelletteria cercando di consolidarne ulteriormente il primato a livello mondiale portando in Italia nuovi brand e nuovo lavoro».

Quali sono le priorità di Assopellettieri per il prossimo futuro?
«Come dimostrano l’attuale scenario di mercato e progetti come Mipel Lab, la pelletteria italiana deve puntare per il futuro sulla produzione, perché sul fronte della creazione dei brand il nostro Paese si è sempre rivelato meno forte rispetto a un competitor come la Francia. Assopellettieri è sempre più orientata su digitalizzazione, network, sinergia e dialogo con le istituzioni. Sono temi estremamente importanti che i nostri associati hanno bisogno di sviluppare con noi, perché le dimensioni ridotte di molte aziende non permettono di compiere determinati investimenti e passaggi. Confidiamo nel 2022 per una ripresa più consistente, cogliendo nel modo più efficace l’opportunità delle risorse veicolate dal Pnrr».