Italia, il brand dell’ospitalità

Le performance autunnali e le prenotazioni natalizie raccontano di un momento d’oro per l’industria dell’accoglienza. Un trend da consolidare con una miglior pianificazione dell’offerta.

di Giacomo Govoni

Le festività di Ognissanti e dell’Immacolata hanno visto mettersi in viaggio milioni di italiani, di cui l’80 per cento si sono trattenuti nella Penisola. Con quali ricadute sulle performance del settore ricettivo degli ultimi mesi?

Gianfranco Battisti

Gianfranco Battisti

Gianfranco Battisti: «Rispetto allo scorso anno, sono cresciuti dell’1,5 per cento gli italiani che si sono messi in viaggio per la festività di Ognissanti trascorrendo in media tre notti fuori casa, in prevalenza presso amici e parenti, ma anche nelle strutture alberghiere. Così come sono aumentate le persone che hanno prenotato la vacanza rivolgendosi direttamente all’esercizio ricettivo. Un dato positivo che conferma la bella performance registrata quest’estate e le buone previsioni per le imminenti vacanze di Natale».

Bernabò Bocca

Bernabò Bocca

Bernabò Bocca: «In ambito turistico stiamo vivendo un trend di crescita che sembra avere progressivamente le sue conferme. Lo abbiamo verificato con il record di arrivi della scorsa estate e con i numeri sorprendenti prodotti a settembre, anche grazie al perdurare del bel tempo. Oltre al ponte di Ognissanti, la nostra indagine previsionale ha rilevato buone perfomance anche per l’Immacolata, con un movimento di 7 milioni e 329 mila italiani in viaggio e per un giro di affari di 2,5 miliardi di euro. L’altro dato che premia il settore ricettivo è l’aumento dei viaggiatori che prediligono le strutture alberghiere, a conferma che stiamo procedendo nella direzione giusta. È chiaro che si tratta di un trend da consolidare, con interventi mirati a sostegno degli investimenti in uno dei pochi comparti che si distingue per la capacità di creare reddito e posti di lavoro».

Da un paio di mesi il nostro Paese si è dotato di un Piano straordinario per la mobilità turistica, presentato dai ministri Del Rio-Franceschini. Quali vantaggi può portare alla nostra domanda turistica e dove pensate debba intervenire in maniera prioritaria?
Gianfranco Battisti: «È una piattaforma basata sulle linee guida di Confindustria e di quanto previsto dal Piano nazionale Industria 4.0 del governo, a trazione regionale ma con fondamentali antenne di raccordo territoriali. Compito del Digital Innovation Hub lombardo – creato sul modello europeo come ‘one stop shop’ – sarà quindi quello di fare da regia, essere elemento catalizzatore, dare visione strategica, oltre a coordinare e valorizzare le specificità locali, evitando così duplicazioni e sovrapposizioni a livello regionale. Tutto questo porterà la Lombardia a essere un punto di riferimento, non solo nazionale, ma globale, nel settore manifatturiero ma anche a livello economico-politico».«Le infrastrutture per la mobilità sono fondamentali perché costituiscono il primo anello di congiunzione fra la domanda turistica e le risorse del territorio. Servono porte di accesso efficienti e integrate con i sistemi infrastrutturali, un’accessibilità locale per i flussi turistici verso le città d’arte e i centri minori attraverso un’integrazione modale favorita da soluzioni digitali innovative che deve diventare un elemento dell’attrattività della nostra offerta turistica. Ciò è possibile solo attraverso una collaborazione tra tutti i soggetti che operano all’interno della catena dell’offerta turistica e il Piano è un importante strumento di pianificazione e programmazione».

Bernabò Bocca: «Un sistema infrastrutturale efficiente è la conditio per il buon funzionamento del sistema turistico. Bene ha fatto il Governo a sottolinearne l’importanza dedicandogli un piano specifico. Il fatto è che la forbice tra ciò che sulla carta funziona e ciò che viene messo in pratica si allarga sempre più. Ogni territorio nel nostro Paese è come un’isola a sé. È evidente che la qualità dell’offerta turistica è fortemente condizionata dalla raggiungibilità della destinazione, cosa in cui noi siamo carenti. Alcuni interventi hanno per noi carattere di priorità, come il miglioramento dei sistemi di collegamento per trasporto e turismo al servizio del Mezzogiorno e di aree isolate, o la realizzazione dell’alta velocità ferroviaria lungo la dorsale adriatica».

Confrontando la nostra rete dell’ospitalità con quelle estere, per quali aspetti ci stiamo imponendo come un modello e per quali invece le strutture dei Paesi stranieri hanno ancora da insegnarci?
Gianfranco Battisti: «Il sistema alberghiero italiano occupa una posizione di rilievo nello scenario internazionale. Siamo il primo Paese in Europa per numero di camere anche se a una buona dotazione numerica di stanze si accompagna una dimensione media non molto elevata. Mancano strutture in grado di ospitare i grandi numeri: gli alberghi con più di 100 camere non sono molti, pari al 4 per cento del totale, rispetto ad esempio al 12 per cento della Spagna. Ma le vere criticità sono rappresentate dal tasso di occupazione netta delle strutture, più basso rispetto a quello dei nostri diretti competitor spagnoli, inglesi e francesi, e dal fenomeno della concentrazione stagionale dell’attività e della domanda alberghiera».

Bernabò Bocca: «Viviamo nel Paese più bello al mondo. Se fossimo bravi quanto belli, non avremmo rivali. Il nostro è un autentico brand dell’ospitalità, un valore che nessuno è ancora riuscito a replicare perché parte della nostra identità. Ma i competitor sono molto più abili a promuovere al meglio i propri prodotti turistici, seppure di gran lunga inferiori ai nostri. Basti pensare alla Francia e alla Spagna. Chi va a Parigi solitamente ci torna almeno un paio di volte l’anno. Idem per Madrid o Barcellona. Noi dobbiamo creare le condizioni perché i turisti vengano e ritornino anche nel nostro Paese, puntando moltissimo sulla promozione attraverso finanziamenti consistenti che non trascurino la rete delle informazioni per garantire sicurezza al turista viaggiatore».

Anche il Parlamento Europeo ha ricordato da poco l’importanza dell’innovazione come leva di competitività per il turismo continentale. Quali progettualità rivolte allo sviluppo del comparto state promuovendo in questo ambito?
Gianfranco Battisti: «In un contesto in cui l’innovazione ha cambiato il modo di lavorare nel turismo, entrare nel mercato digitale è diventato fondamentale per la competitività di tutte le imprese. Federturismo da anni ha compreso la necessità di formare nuove professionalità in ambito digitale e per questo ha risposto in modo concreto ai bandi pubblicati dall’Ue mirati a uno sviluppo del turismo sostenibile, responsabile e di alta qualità. Partecipiamo a progetti che puntano a migliorare le sinergie tra gli istituti formativi e il mercato del lavoro, le competenze tecniche degli operatori e di conseguenza i livelli di occupazione per potenziarne la competitività a livello internazionale. Next tourism generation alliance è l’ultimo progetto di cui la Federazione è capofila, presentato al Parlamento Europeo in occasione della Conferenza di alto livello sul turismo».

Bernabò Bocca: «Siamo sempre più concentrati sulla digitalizzazione delle nostre imprese. Oggi non si può prescindere da questo elemento per competere con gli altri Paesi, soprattutto a fronte di flussi turistici internazionali in continuo aumento. Ci stiamo concentrando sulla formazione: nel nostro settore si sono sviluppati profili professionali sempre più specializzati nel campo digitale dunque l’aggiornamento è d’obbligo. Siamo anche impegnati nel mettere in relazione il mondo alberghiero ricettivo con il pianeta scuola, soprattutto per ciò che riguarda gli istituti professionali. Da qui usciranno i nostri manager del futuro».