Annus mirabilis

Un 2017 d’oro per il turismo. Incrementi degli arrivi stranieri e buone proiezioni per il futuro.

di Dario Franceschini, ministro del Mibact
Dario Franceschini
Dario Franceschini

Con l’ultimo monitoraggio sulla stagione autunnale effettuato da Enit nelle scorse settimane, si ritocca ulteriormente verso l’alto la dinamica turistica dell’incoming italiano nel 2017, protagonista di un escalation che non conosce battute d’arresto. Dopo un’estate che solo in termini balneari ha visto lo sbarco di 90 milioni di viaggiatori con una crescita del 16 per cento rispetto ai 75,6 milioni del 2016 e un incremento dei turisti stranieri del 5 per cento, anche l’autunno non ha deluso. Anzi. Stando alle previsioni elaborate sulla base dei voli e dei soggiorni prenotati nel nostro Paese, stime incoraggianti provengono da quasi tutti i Paesi analizzati, tra i quali si segnalano le performance dalla Spagna (+11-12 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e dal Portogallo. In rialzo anche i mercati oltreoceano, trainati dai progressi del 15 per cento della Cina, del 7 per cento degli Usa e del 6 per cento del Canada.

MOLTIPLICARE GLI ATTRATTORI PER DESTAGIONALIZZARE I FLUSSI
Praticamente “una seconda estate” come la definiscono da Enit osservando i numeri e misurando l’impatto delle nuove forme esperienziali di viaggio, in progressiva espansione negli ultimi tempi anche grazie a iniziative ministeriali come l’anno dei Cammini e l’anno dei Borghi. «Con questo tipo di turismo – sostiene il ministro Dario Franceschini – che offre al viaggiatore l’esperienza di vivere all’italiana difendendo al contempo la nostra originalità attraverso il cibo, l’arte, la bellezza e tutto quello che è legato all’identità dei luoghi, possiamo andare avanti all’infinito. Dobbiamo spingere e investire su un tipo di turismo che fa approfondire: se non facciamo queste scelte strategiche rischiamo di essere travolti». Al titolare del Mibact fa eco la numero uno di Enit Evelina Christillin, ugualmente convinta che lo sviluppo di un’offerta parallela alla ricettività tradizionale possa favorire un’autentica “full immersion” nei luoghi e prolungare la permanenza attiva degli ospiti nelle nostre località. «La strada imboccata è quella giusta – sottolinea Christillin – e rappresenta un asse prioritario scelto anche da Enit per dare slancio al comparto. Se, infatti, da una parte favorisce il fenomeno della destagionalizzazione dei flussi, dall’altra il turista attivo sceglie e predilige i luoghi lontani dalle mete turistiche di massa, che in questi anni hanno generato problemi di sostenibilità ambientale e sociale. È dunque opportuno mettere in cantiere sempre nuove iniziative per sensibilizzare altre fette di popolazione verso questa tipologia di turismo». Un appello che trova conforto e corrispondenza nella road map strategica tracciata dal ministro Franceschini durante l’evento “Arte, turismo e territori: sviluppo, promozione e crescita” e costruita attorno a un duplice obiettivo: moltiplicare gli attrattori, sollevando contestualmente i luoghi più celebrati dagli ormai gravi problemi di sovraffollamento; puntare su un turismo ricco, che spende, cerca approfondimento, vuole l’eccellenza ed è in grado di capire e rispettare il nostro grande patrimonio di bellezza.

CIBO E TURISMO SLOW LE LEVE DELL’INCOMING DEL PROSSIMO BIENNIO
«I flussi turistici sono in crescita – ricorda il ministro – grazie a elementi congiunturali, come i problemi di sicurezza che hanno pagato altri Paesi, e a fattori strutturali, e continueranno a lievitare nei prossimi decenni. Più che sul turismo mordi e fuggi, che consuma velocemente, dobbiamo quindi puntare su un turismo colto, in grado di rispettare le città d’arte». E soprattutto volutamente lento, come quello che scandirà l’intero calendario ricettivo del 2019. Consacrato, secondo quanto preannunciato nelle scorse settimane dal ministro, alla promozione di nuovi itinerari al di fuori delle destinazioni più tradizionali, capaci di esercitare un fascino unico sui viaggiatori stranieri. Un primato ricordato anche da Evelina Christillin al recente World Travel Market di Londra, dove il nostro Paese si è presentato in veste di ospite d’eccezione. «L’Italia è la meta più sognata dai turisti stranieri – ha affermato la leader di Enit – e quando si parla di ospitalità mi piace dire che siamo una superpotenza, grazie alla nostra capacità di stupire continuamente». Nella stessa manifestazione, che ha visto la presenza del ministro Franceschini e di due stand speciali riservati alle eccellenze del made in Italy, è stata peraltro presentata una ricerca Ipsos dalla quale è emerso che i turisti stranieri mettono l’Italia al primo posto per qualità della vita, creatività e inventiva, considerando l’offerta enogastronomica ormai una primaria motivazione di viaggio, sullo stesso livello di città d’arte e monumenti. Non è dunque un caso che Enit abbia inserito anche il patrimonio agroalimentare nella sua strategia 2018 di promozione del “prodotto Italia”, allineandola perfettamente al piano governativo che dedicherà lo stesso anno al cibo e al vino italiano.